25/05/2005
Referendum
Il 12 e 13 giugno si voterà il Refendum parzialmente abrogativo della legge 40/2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”.
In questa sede non intendo muovere critiche sui promotori di questa consultazione, ma solo offrire spunti di riflessione circa:
1) le garanzie offerte in materia dalla legge in vigore;
2) l’infondatezza delle motivazioni dei quesiti referendari da parte dei promotori;
3) il motivo per cui questa NON è una legge “cattolica”;
4) la scelta di astensione, della Chiesa e non solo, per difendere una legge che comunque offre una buona tutela per i soggetti coinvolti.
Premetto che il mio discorso non parte da motivazioni di fede, ma si basa sulla razionalità scientifica, che spiega i fenomeni in questione e ne da una valutazione condivisa da coloro che senza pregiudizi ideologici vogliono affrontare l’argomento.
1) le garanzie offerte in materia dalla legge in vigore.
La 40/2004 ha posto termine al cosiddetto “Far West procreatico”, una situazione in cui si poteva operare qualsiasi soluzione e che, dunque, andava regolamentata.
- innanzitutto la legge punta alla tutela di tutti i soggetti coinvolti, COMPRESO IL NASCITURO. Questa è una grande acquisizione: il nascituro è soggetto di diritti fin dal suo concepimento, fin dallo stato si zigote (monocellulare).
Escludere questo significa “cosificare” un individuo al solo fine di giustificare la sperimentazione su di esso.
- si afferma chiaramente che le tecniche NON risolvono la sterilità o infertilità della coppia, ma solo permettono la procreazione laddove naturalmente non potrà mai avvenire. Per questo, il ricorso ad esse è consentito solo a chi è affetto da infertilità o sterilità certificata e permanente (non quella dovuta a cause transitorie e risolvibili: es. varicocele). Prima invece si ricorreva subito alla FIVET senza puntare a una rimozione dell’impedimento per consentire così una procreazione naturale.
- è vietata la fecondazione eterologa (ricorso a ovociti e/o spermatozoi di soggetti esterni alla coppia): questo per garantire al figlio la conoscenza delle sue origini parentali e far corrispondere la parentalità genetica a quella giuridica. Ciò al fine anche di evitare disagi psicologici all’interno della coppia e nel rapporto con il figlio. Inoltre, l’anonimato del donatore impedirebbe in futuro la soluzione di alcune malattie, per la cui cura è necessaria la conoscenza della storia sanitaria del soggetto a partire dai suoi genitori, nonni, ecc...
- è vietata la ricerca e la sperimentazione sull’embrione, a meno che queste non servano per la tutela della salute dello stesso. Quindi l’embione non è una “cavia” da laboratorio, ma è soggetto di diritto alla salute e può usufruire solo per se stesso dei risultati di una ricerca fatta su se stesso.
- sempre in questa visione dell’embrione-individuo sono vietate: la selezione degli embrioni a scopo eugenetico (scelta del migliore); la clonazione; la fecondazione di un gamente umano con gamete di specie diversa.
- è vietata la crioconservazione e la soppressione degli embrioni. Per non aggravare già la situazione intorno agli embrioni sovrannumerari e/o abbandonati, in fase di applicazione della tecnica non si potranno ottentere più dei tre embrioni, i quali andranno TUTTI impiantati in utero. Questo anche per evitare un eccessivo numero di embrioni impiantati che, in alcuni casi, hanno portato a gravindanze plurigemellari (5-7 figli), per ovviare alle quali si è proceduto alla “riduzione embrionale” (aborto dei feti considerati meno perfetti).
- è prevista l’obiezione di coscienza per coloro che ritengono comunque inaccettabile moralmente il ricorso a tecniche che, secondo il dettato della legge, sono comunque estrinseche alla natura dell’atto procreativo e invasive sia fisicamente che psicologicamente.
2) l’infondatezza delle motivazioni dei quesiti referendari da parte dei promotori.
Quesito 1: si chiede l’abrogazione del divieto di ogni ricerca clinica e sperimentazione sugli embrioni, “per permettere di curare malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi, il diabete…”. Questo significa permettere una produzione di embrioni sovrannumerari da “usare”. In realtà oggi non esiste nessun esempio al mondo di malattie guarite con cellule staminali estratte dall’embrione. Questa possibilità è solo un’ipotesi per ora, nessuna certezza. L’unica certezza è che le cellule staminali estratte dall’embrione sono talmente totipotenziali da sviluppare oltre che tessuti e organi anche tumori a cui ancora non si sa porre rimedio. Invece, ciò che è provato è il buon esito nell’utilizzo di cellule staminali estratte dal cordone ombelicale.
Quesito 2: no al limite di tre embrioni e di un unico impianto, “per tutelare la salute della donna”. Data l’alta percentuale di fallimento delle tecniche di fecondazione in vitro, si rileva che con solo tre embrioni c’è maggior rischio di dover ricorrere più volte alla tecnica per avere un figlio (con conseguenze dannose per l’organismo femminile), quindi sarebbe meglio tornare alla situazione precedente dove si potevano ottenere più embrioni, congelarli e impiantarli di volta in volta. In realtà, per avere più embrioni il bombardamento ormonale è più elevato e concentrato in una sola volta, con conseguenze più durature nel tempo per la donna. Anche il numero di embrioni impiantati sarebbe più elevato, col rischio di dover ricorrere alla “riduzione embrionale”, scegliendo quelli “buoni” tramite diagnosi pre-impianto. Inoltre, si ritornerebbe alla crioconservazione e al problema di “cosa farsene” degli embrioni non utilizzati. Col rischio di doverli sopprimere (ma si tratta di nuovi individui).
Sempre questo quesito propone l’accesso per tutti alla tecnica, la possibilità di selezionare gli embrioni, la loro distruzione volontaria.
Inoltre, i promotori non dicono che la diagnosi pre-impianto per giungere alla selezione degli embrioni POTENZIALEMTE malati (non di sicuro!) fornisce spesso risultati errati o essa stessa provoca la malformazione del feto che si svilupperà. Prelevare due cellule da un totale di sei o otto non fa certo bene all’embrione!
Quesito 3: si chiede l’abrogazione dell’articolo 1, cioè della difesa dei diritti di tutti i soggetti coinvolti compreso il nascituro. Questo ridurrebbe nuovamente il nascituro a una “cosa” senza alcun diritto, mentre tutti i comitati scientifici che si sono occupati recentemente dello statuto dell’embrione sostengono che esso è un nuovo individuo fin dal primo istante, lo stesso individuo che si svilupperà e maturerà.
Quesito 4: si chiede di abrogare il divieto di fecondazione eterologa. Questo porterebbe ai problemi cui accennavo sopra. Il nascituro ha il diritto di conoscere la sua storia genetica, di vivere un rapporto sereno con i suoi genitori, senza confusione. Senza dimenticare lo stress che si genera nella coppia.
3) il motivo per cui questa NON è una legge “cattolica”.
Semplice, la dottrina morale cattolica non ammette alcun intervento estrinseco all’atto coniugale, ma solo interventi che ne producano il naturale successo al fine procreativo.
4) la scelta di astensione, della Chiesa e non solo, per difendere una legge che comunque offre una buona tutela per i soggetti coinvolti.
Nonostante non sia una legge “cattolica”, la Chiesa e i politici cristiani non possono far finta che questa realtà non esista. La scelta è quella allora di un “male minore” al posto dell’anarchia totale (è un principio morale). Per cui, nonostante non risolva altri problemi, la legge attuale è la soluzione più ottimale per regolamentare una realtà che sta prendendo piede nella società. I motivi non sono di fede, ma di razionalità scientifica forte dietro il dettato legislativo. Le garanzie che offre sono un passo avanti nella considerazione dell’embrione dei suoi diritti, esplicitati nella legge. Una vittoria del SI porterebbe comunque a una situazione giudicata peggiore.
La scelta di ASTENERSI, che non è solo di cattolici ma anche di esponenti laici, tra cui molti scienziati e filosofi, è semplicemente una “strategia”, un orientamento comune. La via più sicura per evitare l’abrogazione della legge e quindi tutelare la vita.
NON si tratta di de-responsabilizzare l’elettorato: per quanto riguarda il referendum, una delle vie previste dal legislatore è quella di rispondere con l’astensione. È stata sempre utilizzata per conservare una legge, anche da chi accusa ora di mancanza di responsabilità!
Per ulteriori informazioni e approfondimenti visitate il sito del Comitato Scienza & Vita, costituitosi in occasione del Referendum. Esso raccoglie esponenti di varie espressioni, cattolici e laici, medici, giuristi, scienziati, filosofi, ecc... ComitatoScienzaeVita.it
Altri links utili: Sito del Governo: pareri
Testo della legge 40/2004
Sito del Governo: informazioni sul Referendum
Movimento per la Vita
23:53 Scritto da: mushino in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Incredibile!!
In questa strana notte, davanti al computer a cercare un po' di info sul referendum e guarda chi ti becco?!? MirKo!!!
Ancora non ci credo!
Un abbraccio fortissimo
Katia
Scritto da: ka.ri | 26/05/2005
Ti ringrazio per avere trascritto tutta una serie di considerazioni molto concrete e scientificament e affidabili.Fina lmente sono riuscito a capire i temi toccati dai referendum.Sono un cattolico praticante e quindi votero' quattro "NO".Ma andro' a votare anche se da una certa parte del cattolicesimo ufficiale questo gesto è considerato "sciocco e puerile".
Sono consapevole che favoriro' quelli del SI ma ritengo che per la morale cattolica e cristiana ( a differenza di quella politica)il "fine non giustifica i mezzi".......I nvitando ad astenersi dal voto si incamerano anche quelli che non andrebbero comunque a votare e che su questi temi sono indifferenti o distratti.Sareb be stato molto piu' difficile e laborioso mettere in atto una campagna elettorale fra i cristiani e invitarli a votare quatro no, per cui le autorità ecclesiastiche hanno fatto come i politici usando gli stessi sistemi........ .....tragico.... .........attenzi one pero' che cosi' si butta (insieme all'acqua sporca ) anche il bambino della democrazia..... .....a meno che le alte gerarchie...non ci ritengano capaci di intendere e di volere......... .....ciao e grazie ancora.....atho n......
Scritto da: null | 26/05/2005
Ciao athon, capisco la tua perplessita, ma il tuo voto no non servirà a nulla se favorendo i SI farai abrogare la legge. La tua "sete di democrazia" (scusa il termine, ma nn mi viene di meglio) costa poi la vita a migliaia di embrioni, cioè persone che verranno usate. Pensaci bene.
Ripeto che l'astensione è tra le regole stesse del referendum, queste non sono elez. politiche o amministrative. Il paragone con scelte simili dei partiti era solo per dire l'infondatezza dell'accusa di irresponsabilit à. NOI PUNTIAMO A GARANTIRE LA VITA E NON NOI STESSI. A presto.
Scritto da: mushino | 27/05/2005
Ciao Katia, ma ci conosciamo? Dammi qualche indizio!
Scritto da: mushino | 27/05/2005
...non entro nel merito del tema da te trattato in questo post, è un tema complesso e molto spinoso; voterò per abrogare questa legge, ma non per motivazioni di ordine etico, né, tanto meno, scientifico; semplicemtente la ritengo un brutta legge sul piano giuridico, scritta con un linguaggio approssimativo ed ambiguo; detto questo, non avrei nulla in contrario che venisse sostituita da una legge anche più restrittiva di questa, purché scritta in maniera un po' più decente...(ci doveva a suo tempo pensare il Parlamento a modificarla senza "scaricare" la patata bollente sui cittadini, i quali mediamente non hanno le competenze per esprimersi su temi tanto specifici e complessi); in ogni caso lo scontro fra "laici" e "cattolici" (non a caso uso le virgolette) è un ritorno a periodi bui della nostra storia che tutti speravamo non dovessero più tornare; i pregiudizi ideologici non giovano proprio a nessuno, né ai nascituri, né alle loro madri, (più o meno "naturali" che siano) e neppure alla ricerca scientifica. Un abbraccio Marco
Scritto da: miclos | 28/05/2005
...beh, intanto ritengo che l'ideologia stia dalla parte di chi sostiene che l'ideologia sta da una parte sola; io ho messo le virgolette prima di "laici" e di "cattolici", perché in realtà lo scontro è tra due fronti: il fronte del si e il fronte dell'astension e (pare che il fronte del no sia pressoché inesistente), puoi cambiare l'ordine dei fattori ma il risultato non cambia: lo scontro e tra due pre-giudizi; forse il Parlamento non renderà la legge più restrittiva, ma la stessa Cei ammette che si tratta di una legge "imperfetta"; malgrado la discussione parlamentare abbia cavalcato ben due legislature, il risultato è una legge ambigua che da un lato non tuela a sufficienza il diritto alla vita e d'altra parte mette lacci e lacciuoli alla ricerca scientifica sulle staminali embrionali (salvo lasciare la possibilità di acquistare gli embrioni all'estero). Lo ripeto, ritengo che questa patata bollente non dovesse essere scaricata sui cittadini, ma visto che il referendum è stato dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale (e che costa molto ai contribuenti!), visto che siamo in ballo, dobbiamo ballare; per quanto mi riguarda votare sì può essere uno stimolo per spingere il Parlamento a modificare la legge, nel senso che sarà deciso democraticament e dalla maggioranza (trasversale); votare no, anzi, astenersi per vanificare la consultazione, vuol dire lasciare che una materia tanto delicata sia regolata da una legge "imperfetta", a detta della stessa chiesa cattolica; questo non sta bene a me come a tanti altri cittadini. Aggiungo ancora (e chiudo) che una materia tanto delicata dovrebbe essere regolata da una normativa dell'unione europea; ma, dopo il referendum francese che ha bocciato la costituzione, l'Europa dov'è? Un caro saluto. Marco
Scritto da: miclos | 31/05/2005
mettila come ti pare ma io voterò quattro si si si si...ma un bacio lo hai sulla fronte..per me la vita è altro...sofia
Scritto da: sofia3000 | 11/06/2005
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